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SCIROPPO D’ACERO

Molte volte sugli scaffali dei supermercati abbiamo visto lo sciroppo d’acero ed anche molte ricette ne fanno menzione.

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Ma che cosa è lo sciroppo d’acero?

Lo sciroppo d’acero è un liquido zuccherino ottenuto bollendo la linfa dell’ acero da zucchero e dell’acero nero.Lo sciroppo d’acero viene molto utilizzato nei paesi freddi per le elevate calorie e proprietà nutrizionali nonche depurative ed energizzanti…… È il terzo dolcificante naturale meno calorico (circa 250 calorie per cento grammi) superato  solo dalla melassa e dalla stevia.

È prodotto principalmente nelle regioni orientali del Canada, dove era conosciuto e apprezzato già dagli indiani irochesi, che dalla linfa dell’albero ottenevano dei cristalli che erano utilizzati come surrogato dello zucchero di canna.

Esistono quattro varietà di sciroppo d’acero, dal più chiaro a più scuro a seconda del grado di raffinazione. Il più raffinato prende il nome di Fancy, mentre quello scurissimo, simile alla melassa, è chiamato grade B…..Lo sciroppo d’acero viene oggi prodotto dalle province orientali del Canada ed in alcune zone degli Stati Uniti. La linfa viene raccolta all’inizio della primavera.Lo sciroppo deriva dal processo di concentrazione della linfa.

Come detto prima, ci sono diverse varietà di sciroppo che si contraddistinguono proprio per gradazione di colore:le varietà più scure presentano un maggiore sentore minerale e un gusto di sciroppo d’acero più marcato, per questo vengono preferite le varietà più chiare per essere servite con pancake e simili. Per ottenere un litro di sciroppo ci vogliono 40 litri di linfa d’acero. Il Canada  produce oltre l’80% della produzione mondiale; la provincia del Quebec  ne produce il 75% . Negli Stati Uniti d’America è molto usato come condimento per i pancake.

Lo sciroppo d’acero aiuta il sistema digerente e quello intestinale, ha poche calorie ed è alleato anche di chi sta a dieta in quanto riattiva la termogenesi dei grassi (ovvero ha doti brucia grassi). Si tratta di un prodotto naturale apprezzato anche per il suo indice glicemico medio, che è inferiore a quello di altri dolcificanti

SCIROPPO D’ACERO BENEFICI

Lo sciroppo d’acero è un prodotto perfetto sia per gli adulti che per i bambini. Oltre che per dolcificare si possono sfruttare i suoi benefici utilizzandolo come un vero e proprio integratore di sali minerali, vitamine e antiossidanti quando ce n’è più bisogno o dopo l’allenamento nel caso degli sportivi.

Chi è a dieta, poi, può sfruttare la capacità di questo sciroppo di drenare l’eccesso di liquidi.  in quanto prodotto consigliato a chi ha problemi al sistema linfatico.

Le doti depurative ma anche lenitive e riequilibranti sul sistema gastrointestinali lo rendono un rimedio naturale adatto a contrastare colite, gastrite o stitichezza.

Lo sciroppo d’acero è un ottimo sostituto dello zucchero e di altri dolcificanti. Si può usare tranquillamente per dolcificare bevande fredde o calde, torte, biscotti, frullati, dolci al cucchiaio .

I FORMAGGI : L’ASIAGO

Poter risalire a quando l’asiago ebbe origine è una storia che si perde nella notte dei tempi.Diciamo che le sue origini , sebbene le testimonianze a riguardo siano molto rare, si fanno risalire attorno all’anno 1000

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Tra il X ed il XV secolo nell’altopiano di Asiago si produceva un formaggio che derivava non dal latte di mucca ma dal latte di pecora….a quel tempo infatti gli allevamenti di ovini erano fiorenti ovunque in quella zona ricca di pascoli di buone erbe.Fu solo in seguito , attorno al 1500 che gli allevamenti bovini iniziarono a sostituire quelli ovini, sino ad arrivare ,  attorno  al XIX secolo, ad avere allevamenti solo di bovini.

La produzione di asiago, che fino a questo periodo era stata limitata alle colline  dell’omonimo dell’altopiano inizia a diffondersi anche nella parte pedemontana  , nelle zone di pianura limitrofe e nelle vicine malghe trentine.

Tale diffusione fu  dovuta all’ingente spopolamento dell’Altopiano dei Sette Comuni, dovuto all’utilizzo del territorio quale linea di fronte durante la prima guerra mondiale. In quel periodo, si produceva solo l’Asiago d’allevo (detto nel dialetto locale “pegorin”), le cui forme, fragranti a seconda della lavorazione e della maturazione, venivano tagliate solo dopo mesi di  stagionatura

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Attorno al 1920 l’Asiago subisce una ” trasformazione” e si inizia a produrre   un formaggio Asiago a più breve stagionatura, chiamato Asiago pressato, le cui forme, appena prodotte, sono sottoposte ad una pressatura sotto torchi manuali o idraulici. Si tratta di una variante tecnologica che veniva già adottata nelle malghe o negli alpeggi, soprattutto nel primo periodo di monticazione del bestiame. Questo prodotto “nuovo” ha incontrato il gusto del consumatore moderno, che privilegia i sapori dolci e morbidi.

Nel 1955 il formaggio Asiago ottenne la Denominazione Tipica e, successivamente, con il D.P.R. del 21 dicembre 1978 , la Denominazione di origine protetta.

Nel 1979 nasce  il “Consorzio per la tutela del formaggio Asiago”, creato da 56 caseifici sociali per salvaguardare le caratteristiche della produzione del formaggio, con lo scopo di perfezionarlo qualitativamente e quantitativamente , di promuoverlo commercialmente e di vigilare sul corretto uso delle denominazioni, dei contrassegni e dei marchi consortili.

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Possiamo perciò dire che attualmente esistono due tipologie di Asiago: Asiago fresco o pressato ed Asiago stagionato ( suddiviso a sua volta in tre sottocategorie ossia mezzano, semi stagionato , e stagionato) o d’allevo.

Asiago pressato: viene prodotto utilizzando latte intero. Viene lavorato a pasta semicruda;una volta terminata la lavorazione  le forme si mettono  a maturare per un periodo che va dai 20 ai 40 giorni. Il formaggio finito si presenta con forma cilindrica dal diametro di 30–40 cm e l’altezza di circa 15 cm. Il peso medio di una forma è di 11–15 kg.La crosta è sottile ed elastica; la pasta interna è morbida, burrosa, di colore bianco o leggermente paglierino e con occhiatura irregolare. Il sapore dolce e delicato, ricorda la panna e il latte appena munto. Ottimo come formaggio da tavola.

Asiago d’Allevo: lavorato a pasta semicotta, con latte vaccino proveniente da due mungiture, mattutina e serale, di cui una scremata per affioramento naturale.Anche in questo casa terminata la lavorazione  il prodotto , dopo essere stato posto nelle fascere, è salato in leggera salamoia e messo a stagionare.

La durata della stagionatura darà luogo alla denominazione di vendita:

  • Asiago mezzano, stagionato per 3-8 mesi. La pasta è compatta, anche se ancora abbastanza morbida, di colore paglierino abbastanza intenso, con occhiatura di piccola e media grandezza, molto gustoso ma ancora dolce. Ottimo formaggio da tavola, magari abbinato a delle buone pere mature.
  • Asiago vecchio, stagionato per 9-18 mesi. A pasta dura , compatta, di colore paglierino, con occhiatura media e sapore deciso, tendente al piccante.
  • Asiago stravecchio, stagionato per due anni o più. La pasta è molto dura, granulosa, di colore paglierino, con occhiatura abbastanza piccola. Il sapore è intenso, avvolgente, penetrante. Questo formaggio è un’autentica e rara “perla” per i buongustai, soprattutto se l’affinamento si protrae per oltre due anni donando al formaggio un sapore unico. Straordinario abbinato alla polenta, ai funghi e a vini rossi importanti.

L’Asiago si conserva in frigorifero, avvolto nella pellicola per alimenti. Quello fresco si conserva per circa 8-10 giorni, mente quello stagionato può essere conservato più a lungo, anche fino a un mese

 

ZAMPONE O COTECHINO? DIFFERENZE E CARATTERISTICHE

Uno degli alimenti che sicuramente non manca durante le festività Natalizie, ma anche poi nei mesi invernali, è proprio lo zampone di maiale ed anche il cotechino ( muset par furlan ) che non sono proprio la stessa cosa……simili ma non uguali.Vediamo insieme le caratteristiche di ognuno

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Zampone di maiale: è formato da un miscuglio di grasso, carne e cotenna di maiale tritati  , che vengono poi racchiusi all’interno di un involucro ossia la zampa anteriore del maiale …da qui il nome di zampone. Il procedimento richiede cura e meticolosità, dato che la pulizia deve essere approfondita al 100%: del resto sempre di zampa si tratta. L’arto va sventrato completamente, fatta eccezione per la cotenna, le unghie e le dita; e non va confuso con lo zampetto, che riguarda sempre l’arto del maiale, ma pulito e cucinato fresco, come se fosse un qualsiasi altro pezzo dell’animale. Il zampone   è un po’ più consistente in termini calorici, perché in fase di cottura la cotenna della zampa rilascia il grasso.

Il zampone è un prodotto a marchio IGP della provincia di Modena ma lo possiamo ormai trovare nei negozi di alimentari un po ovunque in Italia.

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Il cotechino è si un fac simile del zampone perchè anche in questo caso si parla di un ripieno a base di carne e cotenna macinati e sapientemente speziati ma in questo caso l’involucro finale è costituito da un budello che rende il cotechino molto più ” scioglievole” in bocca .Il ripieno è  macinato un po più finemente rispetto allo zampone ….possiamo definire il cotechino la versione aggentilita dello zampone.Anche in questo caso si tratta di un prodotto a marchio IGP ma della regione Friuli Venezia Giulia.

Una piccola curiosità : sembra che il cotechino vanti una storia ben più lunga, tanto da essere considerato da molti l’antesignano dei salumi moderni. Si narra infatti che lo zampone sia un cotechino sbagliato improvvisato a Mirandola durante l’assedio papale.  Si sa, la necessità aguzza l’ingegno, così, per centellinare ogni tipo di provvista, maiale in primis, il cuoco di Pico della Mirandola, uomo semplice ma furbo, inventò il cotechino conservato all’interno della zampa. Un lieto fine gastronomico che rende felici gli italiani da generazioni.

Sperando di avervi fatto cosa gradita e di esservi stata di aiuto vi auguro   BUON APPETITO

CORONA DEL BUON AUGURIO

Non può proprio mancare per le festività questo pane farcito che , secondo la credenza popolare, è simbolo di fortuna…

Ingredienti per 6 persone: per il lievitino  135 gr di  farina 0 , 15 gr di lievito di birra , 75 ml di acqua , 1 cucchiaino di zucchero ;  per l’impasto 300 gr di farina , 50 gr di parmigiano , 120 ml di latte , 2 tuorli , 100 gr di burro , 1 cucchiaino di sale , 100 gr di pancetta , 100 gr di prosciutto crudo , 150 gr di scamorza , 100 gr di olive verdi , 25 gr di parmigiano
Preparate un lievitino
Mettete la farina, il lievito, lo zucchero e l’acqua in una ciotola
Lavorate fino ad ottenere un panetto morbido poi fate lievitare per 40 minuti
Aggiungete al lievitino i tuorli, parmigiano, farina, burro fuso intiepidito, latte e sale
Lavorate a lungo l’impasto fino ad ottenere un panetto morbido e omogeneo
Formate una palla e fate lievitare per 2 ore
Stendete ora l’impasto su una spianatoia infarinata formando un rettangolo
Coprite interamente la superficie con formaggi, affettati e olive
arrotolate formando un salsicciotto
Tagliare questo rotolo a metà per il lungo,separare delicatamente i due pezzi e formare una treccia tenendo il lato tagliato all’esterno.
Mettere su una teglia da forno e chiudere a ciambella quindi fate lievitare ancora per 40 minuti
Infornate l’angelica salata a 180° in forno già caldo e cuocete per 30 minuti.
Lasciate intiepidire e servite
  BUON APPETITO

COME PULIRE E TAGLIARE UN ANANAS

Se non avete a disposizione l’apposito attrezzo per tagliare l’ananas  o volete imparare a farlo a mano seguite questi semplici passi e vedrete che otterrete senza fatica un capolavoro!!

 

  1. TAGLIARE LA PARTE SUPERIORE

Tagliate con un coltello affilato la parte superiore dell’ananas che può può essere al gusto piuttosto legnosa e fibrosa. Siate generosi con il taglio, senza paura di sprecare polpa preziosa.

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2) TAGLIARE LA PARTE INFERIORE

In egual maniera tagliate la parte inferiore del frutto

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3) TAGLIARE LA BUCCIA ESTERNA

Posizionate l’ananas in piedi e tagliate la buccia esterna, passando il coltello dall’alto verso il basso  ed impugnando bene il frutto. Togliete tanta buccia quanto basta, in modo che rimanga solo la polpa.

Togliere parte esteriore

4) INDIVIDUARE LE LINEE DEGLI ” OCCHI”

Incidere linee diagonali

Una volta che avete rimosso la buccia esterna , dovreste essere in grado di identificare una serie di linee diagonali parallele che collegano tutti gli “occhi” del frutto, ossia quei puntini marroni che vi restano dopo che avete tolto la buccia. Incidete lungo queste linee con un’incisione quasi ” diagonale” in modo che il taglio del coltello si vada a posizionare sotto questo piccoli “occhi”. Non tagliare troppo in profondità e non cercate di tagliarne troppe alla volta.

Adesso tagliate lungo la diagonale opposta, eliminando “gli occhi” in una singola fetta.

Linee diagonali

Ananas pronto!!

IDEE PER NATALE: CIOCCOLATINI FAI DA TE

Se avete del cioccolato in casa potete realizzare dei graziosi cioccolatini da regalare che saranno certamente mille volte più belli di quelli comprati….noi li abbiamo realizzati per regalarli alle maestre di scuola…..

Farli è davvero facilissimo…tutto quello che serve è una tavoletta di cioccolata del gusto che preferite o che avete a disposizione e degli stampini in silicone per cioccolatini che potete facilmente reperire nei negozi di casalinghi o anche on line.

Io per esempio avevo in casa del cioccolato alle nocciole e li ho fatto proprio con quello.Qualsiasi tipo di cioccolato voi decidete di usare va prima tagliato a pezzi e fuso ; se decidete di usare cioccolato con nocciole lo tagliate in pezzi e lo mettete in un frullatore per macinare anche le nocciole in esso contenute quindi procedete a fondere il vostro cioccolato .

Per fonderlo mettete sul fuoco una padella con un po di acqua e quando inizia a bollire appoggiate un’altra padella o una pirofila in pirex ( vetro ) come faccio io e mescolate continuamente fino a quando il cioccolato è ben fuso .Versate il cioccolato fuso con l’aiuto di un cucchiaino all’interno degli stampi  in silicone

e mettete a solidificare in frigo per una notte.Sformate delicatamente i vostri meravigliosi cioccolatini e procedete a creare il pacchettino per regalarli oppure seviteli a vostri ospiti assieme al caffè

BUON LAVORO

TORTA SALATA DI PORRI E SALMONE

Il salmone in questa stagione fa un po da padrone sulle tavole sopratutto in prossimità del Natale dove resta uno degli ingredienti più usati….oggi allora adoperiamo proprio il salmone per realizzare una torta salata come piatto unico per risolvere una cena accompagnandola magari con una insalatina…o anche visto che vi assicuro questa torta salata è davvero deliziosa, come antipasto assieme ad altri per il pranzo di Natale

 

Ingredienti: un rotolo di pasta brisee , un porro , una busta piccola di salmone affumicato , 4 uova , 2/3 cucchiai di grana , 100 ml di panna da cucina , sale e pepe , una noce di burro.

 

Far appassire i porri in una padella con pochissimo burro; quando sono teneri aggiungere il  salmone a straccetti
Poi sbattere le uova ed  amalgamare il resto degli ingredienti compreso il formaggio e la panna ed anche i porri con il salmone.
Il composto non deve essere troppo liquido, eventualmente aggiungere ancora grana.
Stendere la pasta brisee all’interno di uno stampo e versarvi il composto di porri .

Infornare a 180° per circa 30/ 40 minuti fino a quando vedrete la superficie ben rappresa.

Sfornare ed attendere una decina di minuti prima di portare in tavola.

BUON APPETITO

RICETTE IN BARATTOLO: IL SALAME DI CIOCCOLATO

Se non sapete cosa regalare a Natale ma siete orientate su un pensierino nemmeno troppo dispendioso , un’idea potrebbe essere quella della ricetta in barattolo.Ossia mettiamo in un barattolo di vetro tutti gli ingredienti asciutti e poi scriviamo la ricetta indicando quali ingredienti mancano e come sviluppare la ricetta che proponiamo.

Ci possiamo proprio sbizzarrire e il risultato è assicurato!!Oggi facciamo il salame di cioccolato

Ingredienti:  200g di biscotti secchi , 100g zucchero a velo , 50g cacao amaro , 50g cioccolato fondente , 50 g mandorle.

Per questa dose vi servirà un vaso di vetro della capacità di un litro.

Sbriciolate i biscotti in pezzettoni, non deve venire una polvere, ma pezzetti di biscotto

Tagliuzzate le mandorle.
Nel mixer sminuzzate fino a renderlo farina il cioccolato fondente con il cacao.
Inserite gli ingredienti a strati nel barattolo, o se preferite mischiate tutto insieme.

Al composto del barattolo bisogna aggiungere 1 uovo e 100g di burro fuso.
Mescolate insieme il burro fuso e l’uovo ed aggiungete il composto del barattolo e mischiate tutto insieme.
Formate un salame di circa 5/6 cm di diametro, cospargetelo di zucchero a velo e avvolgetelo nella carta stagnola.
Fatelo riposare in frigo per almeno mezz’ora.

Quando regalate il composto, ricordatevi di scrivere la ricetta e gli ingredienti da aggiungere!

BUON LAVORO

TEGLIE DA FORNO IN VETRO : PIREX

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Uno degli strumenti sicuramente più usato in cucina per cucinare al forno sono gli stampi o teglie in vetro , molto pratiche, resistenti e facili da pulire.Tuttavia c”è qualcuno che ha paura di usare questo tipo di teglia per il fatto che si possa rompere .

Ma conosciamo un pochino la storia di queste  teglie : teglie  in vetro ossia PIREX.

Il pyrex è un materiale che è stato brevettato nel 1915 da un’azienda statunitense, la  Corning Incorporated, che lo registrò come marchio e ormai è diffuso e utilizzato a livello internazionale.

Il pyrex nasce come  vetro borosilicato, ossia vetro mescolato a silice e triossido di boro, con la caratteristica principale di avere bassi coefficienti di dilatazione termica e di essere molto resistente agli shock termici, questa caratteristica rende il pyrex particolarmente adatto ad essere usato anche in cucina. In pyrex troviamo, infatti,  padelle, teglie,  tegami, ciotole e quant’altro

Il pyrex nasce come vetro da vetreria, ma fin da subito vennero intuiti i suoi usi in cucina. Negli anni Trenta vennero commercializzate due linee in particolare: una di ciotole e contenitori per alimenti freddi e una di padelle da usare direttamente sul piano cottura.

Nel tempo  molti team di progettazione e designer hanno contribuito a ideare nuove linee sempre più moderne e più appetibili, dato che i primi pyrex avevano un colore opaco e una tinta scura .

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  1. Anche se oggigiorno quasi tutti usiamo le teglie in pirex c’è ancora qualcuno che ha un po di timore…..niente paura non succede nulla basta solo seguire alcune semplici regole.

Innanzi tutto leggere sempre , quando acquistate uno stampo in vetro, le informazioni che la casa costruttrice vi fornisce per un corretto utilizzo.Secondariamente non cucinare assolutamente con una teglia in vetro sul fornello da cucina:queste teglie infatti sono concepite per una cottura al microonde o al forno tradizionale  e farne un uso diverso potrebbe essere pericoloso.

  • Non versare liquidi freddi in un contenitore caldo.
  • Non mettere i contenitori caldi nella lavastoviglie.
  • Non metterli direttamente sui piani di lavoro, appoggiali invece su un guanto da forno, una presina o un asciugamano.
  • Non spostare il contenitore direttamente dal congelatore al forno.

Non usare il contenitore se si è sbeccato, spaccato, graffiato o rotto. Un graffio o una sbeccatura evidente potrebbero espandersi e causare una rottura nel momento in cui il recipiente viene riscaldato; butta tutti quelli danneggiati. Analogamente, non dovresti usare quelli che sono caduti o che sono stati colpiti bruscamente con altri utensili da cucina; un uso erroneo potrebbe averli indeboliti, quindi saranno più predisposti a rompersi.

Lavare  i contenitori usando spugnette antigraffio. Nel tempo i graffi possono spaccare e rompere il vetro. Lavare  il recipiente con una spugnetta di nylon antigraffio per scongiurare il problema

  • Per rimuovere lo sporco incrostato, immergere la pirofila nell’acqua tiepida prima di lavarla. In questo modo i residui di cibo si scioglieranno e la pulizia verrà facilitata.

Alla fine possiamo dire che le pirofile in pirex sono molto comode in cucina, non difficili da pulire e si prestano a molte cotture sopratutto in forno……una volta che inizierete ad usarle non le cambierete con nient’altro.

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ZUCCHERO AROMATIZZATO CANNELLA E CACAO

Uno dei doni che possiamo realizzare per regalare questo Natale è lo zucchero aromatizzato da usare nel caffè….per farlo starete veramente poco ed anche chi non è esperto in cucina non troverà alcuna difficoltà a realizzarlo.Dovete solo stabilire se piace di più il cacao o la cannella-

Ingredienti : per lo zucchero alla cannella 500 gr di zucchero e 2 cucchiaini di cannella in polvere ;  per lo zucchero al cacao 500 gr di zucchero e 3 cucchiaini di cacao amaro.

Prendete una ciotola e versate lo zucchero.Ora aggiungete l’aroma che avete scelto ( cannella o cacao ) e mescolate per bene.Non vi resta che prendere dei vasetti e riempirli con lo zucchero così preparato e decorare il vasetto come più vi piace.

Come vedete è una ricetta molto semplice ma anche sempre molto gradita.

BUON LAVORO