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Il nostro orto biologico

L’ORTAGGIO DEL MESE : L’AGLIO

L’aglio è una pianta che era conosciuta fin dall’antichita: Egizi, Greci, Romani , Cinesi, Indiani……ne sfruttavano le proprietà benefiche e terapeutiche.

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Addirittura Ippocrate (circa. 460-370 aC), considerato  come “il padre della medicina occidentale”, sfruttò i benefici dell’aglio prescrivendolo per una vasta gamma di condizioni e malattie: dai problemi respiratori, come antiparassitario, per migliorare la digestione e ridurre la fatica. Si fa menzione dell’aglio  in numerosi libri:dall’Odissea ai libri di medicina indiani , fino ad arrivare alla  Bibbia.

Numerose sono tutt’oggi le proprietà che si riconoscono all’aglio: l’aglio ha proprietà benefiche per tutto l’organismo ed agisce da “antibiotico naturale”, motivo per cui, anche se non è apprezzato da tutti, andrebbe invece consumato spesso, specialmente a crudo.

Il principio attivo che conferisce all’aglio le sue proprietà antibiotiche e antibatteriche è l’allicina. L ‘allicina è una sostanza che viene liberata quando l’aglio viene tagliato, spezzato o masticato, insieme al caratteristico odore pungente, forma di difesa della pianta nei confronti dei parassiti. Proprio  grazie a questa forma di difesa l’allicina conferisce all’alimento proprietà che aiutano a contrastare i batteri, soprattutto se consumato crudo.

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E’ un alleato  per  il nostro organismo in particolare quando autunno e inverno portano con sé i primi malanni.

Ma per quale motivo l’aglio e considerato  un antibiotico naturale?Vediamo insieme.

Aglio: proprietà nutrizionali

VITAMINA C: l’aglio è una buona fonte di questa vitamina, conosciuta anche come acido ascorbico. Si tratta di un potentissimo antiossidante naturale molto comune nella frutta e nella verdura. Favorisce la sintesi di proteine e ormoni, protegge dallo stress ossidativo, favorisce la normale funzione del sistema immunitario, contribuisce alla formazione di collagene, al metabolismo energetico, alla funzione del sistema nervoso, alla riduzione dell’affaticamento e all’aumento della biodisponibilità del ferro alimentare.

SELENIO: minerale fondamentale nella crescita corporea, con un ruolo importante nella fertilità. Agisce biologicamente in sinergia con la vitamina E e la sua carenza può generare patologie cardiache, muscolari, epatiche, sterilità e ritardo nella crescita.

VITAMINA B6: riduce il rischio di omocistinuria e anemia sideroblastica, inoltre è convolta nella sintesi di diversi neurotrasmettitori.

COMPOSTI DELLO ZOLFO : l’aglio deve le sue proprietà curative alla presenza di diversi composti fitochimici solforati, gli stessi che si ritrovano nella cipolla, nel porro, nello scalogno, nei broccoli e nei cavoli. La molecola contenente zolfo più attiva  nell’aglio è l’alliina e quando l’aglio fresco viene danneggiato (tagliandolo o schiacciandolo), l’alliina viene convertita in allicina grazie all’azione di un enzima, l’alliinasi. L’allicina è responsabile di gran parte l’odore pungente dell’aglio, un meccanismo di difesa sviluppato dalla pianta per proteggersi dai parassiti.

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Tra le numerose proprietà ascritte all’aglio c’è quella di donare alla pelle un aspetto sano e di favorire la crescita dei capelli; tale effetto è dovuto alla presenza dell’acido fitinico, che da un lato lega le sostanze minerali e dall’altro può essere trasformato in inositolo, una sostanza simile alle vitamine in grado di stimolare la crescita cellulare.
L’aglio contiene anche alcaloidi   che svolgono un’azione simile a quella dell’insulina, abbassando il livello di glicemia  nel sangue: per questa ragione l’aglio è considerato un valido supporto nelle terapie contro il diabete ed in altre malattie legate al metabolismo degli zuccheri.

L’aglio rafforza il sistema immunitario ed agisce come potente battericida su tutto l’organismo; è un potentissimo vermicida, un regolatore della pressione arteriosa  (agisce provocando vasodilatazione delle arteriole  e dei capillari ), riduce il rischio di sclerosi  delle arterie , previene l’aggregazione piastrinica (di conseguenza la formazione di trombi ), regolarizza il tasso di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Una delle proprietà più importanti ed interessanti dell’aglio è quella riguardante la sua caratteristica funzione antibiotica : è infatti un valido antibiotico da utilizzare nei casi i cui la flora batterica intestinale  sia stata alterata da cure precedenti. A differenza degli antibiotici di sintesi, l’aglio – mentre si occupa dei batteri patogeni – non solo non attacca la flora batterica saprofita, ma ne favorisce addirittura il ripristino.
Questa pianta costituisce un ottimo rimedio contro meteorismo e crampi addominali, ed è utilissima anche in caso di diarrea acuta e cronica o feci muco -sanguinolente .
Studi clinici hanno riportato l’azione dell’aglio anche nei confronti dell’ Helycobacter pylori, il batterio in parte responsabile dell ‘ ulcera gastrica e dello sviluppo di forme tumorali allo stomaco
Un’altra proprietà dell’aglio è quella di proteggere dai pericolosi metalli pesanti , sostanze molto dannose che entrano nell’organismo attraverso smog, otturazioni dentali di vecchia concezione (es. al piombo ), frutta ed ortaggi contaminati,; gli organi maggiormente colpiti dai metalli pesanti sono i polmoni, i reni, il fegato ed il sistema nervoso, con effetti che vanno dal sintomo immediato sino a manifestazioni patologiche a distanza di diversi anni. In che modo agisce l’aglio in questo senso? Si comporta da chelante: in pratica, i composti solforati presenti tra le molecole dell’aglio si legano stabilmente alle molecole di mercurio, piombo e cadmio presenti nell’organismo, che in questo modo vengono eliminate con facilità.

Come abbiamo visto l’aglio possiede molte proprietà curative, tuttavia c’è da tener presente un’accortezza: se si desidera utilizzare l’aglio come antibiotico bisogna considerare il fatto che questo perde molte delle sue proprietà durante la cottura, quindi occorrerebbe evitare di sottoporlo a temperature troppo elevate e/o a cotture prolungate.

Sperando di avervi fatto cosa gradita educendovi in forma sommaria sull’aglio per concludere vorrei darvi un consiglio….se decidete di assumere le erbe , gli ortaggi, le erbe aromatiche per favorire la vostra salute , chiedete sempre in farmacia o in un a erboristeria di fiducia.Questo perchè è difficile sapere sempre come questi rimedi naturali vadano assunti senza provocare spiacevoli sorprese.Non vi è dubbio sul fatto che siano molto efficaci , ma solo se assunti nelle dovute dosi

 

 

 

IL FRUTTO DEL MESE : L’ANANAS

Un po di tempo fa abbiamo visto come pelare e tagliare un ananas…..vediamo ora insieme di sapere qualche cosa in più su questo frutto

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Le proprietà dell’ananas sono tante…..tutti conosciamo  i suoi benefici contro la cellulite, ritenzione idrica e i suoi effetti digestivi. L’ananas è un frutto dal sapore dolce , poco calorico(100 gr di ananas apportano circa 42 calorie), risulta quindi adatto alle diete ipocaloriche.

L’ananas è  ricco di acqua ;contiene anche una discreta quantità  di carboidrati sotto forma di zuccheri e in particolare di glucosio, fruttosio e saccarosio, povera di fibre.

Contiene inoltre altri micronutrienti fondamentali: è una discreta fonte di vitamina C (il consumo di 100 gr di ananas apporta circa il 20% della quantità di vitamina c raccomandata giornalmente), di potassio e di magnesio. La sostanza importante però,  che l’ananas contiene e che è molto aprezzata in campo medico,  è la bromelina , un insieme di enzimi dalle potenti proprietà digestive.

Ecco di seguito elencate le proprietà che sono contenute nell’ananas

Magnesio: l’ananas è ricca di questo minerale dalle molteplici proprietà e fondamentale per il benessere del sistema nervoso, per la costruzione dello scheletro e per il metabolismo dei grassi

Vitamina C: con la sua funzione antiossidante, è fondamentale per il nostro sistema immunitario, inoltre è coinvolta nella sintesi del collagene ed è importante per l’assimilazione del ferro da parte dei globuli rossi

Potassio: minerale implicato in diversi processi fisiologici come la contrazione muscolare, il mantenimento di un corretto equilibrio idro-salino e la regolazione della pressione arteriosa.

Ananas: benefici per la salute.

I componenti presenti, in particolare la bromelina, conferiscono all’ananas numerose proprietà terapeutiche. Questa sostanza trova applicazione in campo alimentare, in campo medico e in ambito cosmetico. In campo alimentare conosciamo le innumerevoli usi che si possono fare con questo frutto: dai dolci , ai gelati, agli abbinamenti con la carne e persino la pizza!!

In ambito cosmetico l’ananas viene utilizzata da diversi anni per ammorbidire la pelle e per la produzione di alcuni detergenti.

In ambito medico e farmaceutico, numerosissime sono le proprietà dell’ananas, la maggior parte delle quali sono attribuite proprio alla presenza di bromelina.

Vediamo ora insieme dove il frutto dell’ananas può esserci utile

1) Patologie tumorali .Nonostante il meccanismo d’azione della bromelina sulla patologia tumorale non sia ancora del tutto chiara, da alcuni studi sembra che questa sostanza agisca a livello sistemico e possa modificare alcuni meccanismi alla base delle patologia. Fu utilizzata per la prima volta con risultati positivi nel trattamento delle patologie tumorali nel 1972, sia da sola, sia in combinazione con trattamenti chemioterapici.

✓2)Sostiene il sistema immunitario Le proteasi presenti nella bromelina sono in grado di modulare il sistema immunitario in diversi modi e questa capacità permette alla bromelina di indurre anche un effetto anti-infiammatorio, come valutato in differenti studi clinici.

3) Ananas contro cellulite e ritenzione idrica .L’ananas offre benefici in caso di cellulite e ritenzione idrica. In ambito erboristico, si possono trovare diversi prodotti a base di gambo d’ananas che, oltre a contenere bromelina, differentemente dal frutto, risulta ricco di fibre. Questi prodotti sono utili per favorire sia la digestione, sia il drenaggio dei liquidi in caso di cellulite. In particolare, anche in questo caso, i benefici dell’ananas sono conferiti dalla presenza di bromelina che possiede proprietà anti-infiammatorie e risulta in grado di prevenire la formazione di edemi e diminuire quelli già esistenti.

4) Proprietà antinfiammatorie .L’ananas gode di buone proprietà antinfiammatorie. In particolare esercita il suo effetto anti-infiammatorio inibendo la produzione di bradichinina, una sostanza normalmente prodotta a seguito di processi infiammatori, molto spesso causati da traumi fisici.  Grazie alla sua capacità anti-infiammatoria, l’ananas può anche essere suggerita in caso di artrite reumatoide, sindrome dell’intestino irritabile e prostatite

5)Trattamento dell’asma. Le proprietà anti-infiammatorie dell’ananas, la rendono efficace anche nel trattamento dell’asma, una patologia infiammatoria cronica.

6)Trattamento delle ferite e delle ustioni La bromelina viene spesso utilizzata a livello topico per migliorare le guarigione delle ferite da arma da fuoco o dovute a bruciature e ustioni.

7)Proprietà digestive dell’ananas L’ananas è ricca di enzimi digestivi e in particolare di proteasi, utili per la digestione delle proteine. Questi enzimi, a differenza delle proteasi pancreatiche, agiscono a un range di pH molto ampio e sono quindi attive sia nello stomaco, sia nell’intestino. Possono essere, quindi, utilizzati in caso di deficienze enzimatiche per facilitare la digestione.

ANANAS COME SCEGLIERLA ALL’ACQUISTO

Le cose principali da considerare  quando andiamo a comperare un anans sono: l’odore e il colore della buccia. Per quanto riguarda l’odore, deve essere dolce e intenso; per quanto riguarda il colore vi consigliamo di scegliere un frutto dalla buccia giallo-arancione. Frutti con una buccia verde risulteranno essere troppo acerbi e quelli con una buccia marrone troppo maturi

ANANAS CONTROINDICAZIONI

Vediamo ora le controindicazioni dell’ananas. Coloro che soffrono di ulcera peptica dovrebbero limitare o evitare il consumo di questo frutto. Inoltre, anche coloro che utilizzano farmaci devono avere un’attenzione in più poiché l’ananas interagisce con diversi farmaci come alcuni chemioterapici. Anche  le donne in gravidanza o in allattamento devono prestare attenzione al consumo di ananas: consultare sempre il proprio medico di fiducia prima di utilizzare prodotti a base di bromelina.

 

L’ORTAGGIO DEL MESE : LA TOPINAMBUR

Diversi sono i nomi con cui questo tipo di ” patata” viene chiamato:“Patata del Canada”, “tartufo di canna” “pera di terra” e ancora “rapa tedesca” o “carciofo di Gerusalemme”.

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Molto ricco in sali minerali e vitamina C (e povero invece di calorie), al topinambur  sono riconosciute proprietà diuretiche con doti benefiche (per i diabetici in particolare) per abbassare la glicemia. 

Contrariamente alla patata non contiene amidi.Esistono due varietà di topinambur, la bianca precoce che è disponibile già da fine agosto e la violacea, che si trova in commercio in autunno-inverno.

Ha un buon contenuto di potassio e ferro e contiene sia fibra solubile, che permette la riduzione dei livelli di colesterolo e glucosio nel sangue, sia fibra insolubile che invece è utile in caso di stipsi per accelerare il transito intestinale, favorendo un’azione di pulizia dell’intestino. Queste proprietà fanno del topinambur un alimento ideale per chi vuole tenere sotto controllo il peso corporeo.

PROPRIETA’ DEL TOPINAMBUR

Nella topinambur sono presenti molte sostanze nutritive, soprattutto ferro e potassio, fibra, in particolare inulina. Vediamo le caratteristiche di queste sostanze.

Inulina: è una fibra solubile che non viene digerita ma che svolge diverse funzioni. Essa infatti aumenta il senso di sazietà e la motilità intestinale, abbassa la glicemia, riduce i gas intestinali, favorisce la crescita di batteri buoni nel colon, riduce i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e di trigliceridi.

Ferro: è un elemento che entra a far parte dell’emoglobina, una proteina che ha la funzione di trasportare ossigeno ai tessuti. Stimola il funzionamento di diversi organi quali intestino, fegato e milza ed è importante per il sistema cerebrale. Un carenza di ferro può portare a stanchezza, depressione e anemia.

Potassio: ha proprietà vasodilatatrici per cui equilibra il flusso sanguigno e di conseguenza la pressione arteriosa, e regola anche il battito cardiaco.

Tutte queste proprietà nutrizionali di questa pianta se assunta si riversano sotto forma di beneficio per nostra salute….vediamo come!

✓ Riduce colesterolo cattivo, trigliceridi e zuccheri L’inulina contenuta nel topinambur ha la capacità di limitare l’assorbimento da parte dell’intestino di colesterolo, trigliceridi e zuccheri. Grazie a questa proprietà, il topinambur può essere utilizzato efficacemente da soggetti con iperlipidemie e diabetici, evitando i picchi glicemici post-prandiali.

✓ Equilibra la pressione sanguigna Grazie all’elevata presenza di potassio, presente in quantità superiore rispetto alla banana, il consumo di topinambur è in grado di abbassare la pressione arteriosa.

✓ Il topinambur ha un elevato potere saziante L’inulina contenuta nel topinambur a contatto con l’acqua vi si lega e si gonfia, conferendo un effetto saziante e riducendo in questo modo l’appetito. Per questo motivo, è un alimento particolarmente indicato durante le diete dimagranti. Il consiglio è quindi quello di bere acqua quando mangiate il topinambur.

✓ Riequilibra la flora batterica intestinale Sempre l’inulina, sostanza presente nel topinambur che abbiamo già incontrato più volte, favorisce lo sviluppo nell’intestino di batteri buoni svolgendo quindi un’azione immunostimolante.

✓ È digestivo Il topinambur possiede una sostanza leggermente amara che stimola la secrezione di succhi gastrici per cui facilita la digestione.

✓ Indicato in gravidanza Sembrerebbe infatti che il consumo di topinambur sia capace di aumentare la produzione di latte materno, grazie alle proprietà galattogene delle radici, rendendolo un alimento prezioso durante la gravidanza e l’allattamento.

✓ Combatte la stitichezza Grazie alla presenza di fibre, il topinambur è utile in caso di stitichezza e di gas intestinali, che aiuta ad espellere. È quindi efficace per ripulire l’intestino da scorie e tossine accumulate.

✓ Il topinambur è diuretico La presenza di potassio rende il topinambur un alimento adatto per combattere la ritenzione idrica e la cellulite.

✓ Combatte l’anemia Grazie alla presenza di ferro, il consumo di topinambur, aiuta a combattere l’anemia, soprattutto se abbinato ad alimenti ricchi di vitamina C per aumentare l’assorbimento di ferro.

Il consumo di topinambur non comporta particolari controindicazioni o effetti collaterali. Tuttavia, è importante non eccedere nelle dosi giornaliere perchè l’organismo potrebbe non riuscire a smaltire l’inulina contenuta nel topinambur. Un consumo di elevate quantità di topinambur può provocare un eccesso di aria intestinale, diarrea e mal di pancia. La quantità giornaliera consigliata per una persona adulta è di 200 grammi, dose che andrà ridotta in caso di bambini e adolescenti. È vietata l’assunzione in caso di allergia alle piante appartenenti alla famiglia delle Compositae.

In cucina con la topinambur si possono realizzare delle ricette interessanti: dal risotto alla frittata, in insalata con delle carote e magari anche il sedano rapa…..e poi spazio alla fantasia.

 

 

L ‘ORTAGGIO DEL MESE: IL CARDO

Il cardo è una di quelle verdure tipicamente invernali che , a differenza di molte altre, se prende il gelo diviene ancora più buono.

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Il cardo mariano prende il suo nome da una leggenda che narra di come Giuseppe e Maria ,in fuga dall’esercito di Erode , si nascosero tra piante di cardo che vennero quindi macchiate dal latte della Madonna. Da qui il nome della pianta.

Non è un ortaggio molto conosciuto e consumato, forse anche perché non tutti hanno cognizione di come pulirlo e prepararlo.

Ha un basso apporto calorico ed il suo sapore tipicamente amarotico , ricorda quello del carciofo. Come il carciofo anche il cardo una volta pulito tende ad annerire e va messo c quindi a bagno in acqua e limone.

Ortaggio ricco di acqua (per circa  il 94%) , ma anche di minerali (alta la percentuale di potassio )  contiene anche sodio ,ferro,rame ,zinco , magnesio , manganese , calcio e fosforo. Tra le vitamine presenti troviamo la vitamina  C le vitamine B1, B2 ,B5 e B6.

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PROPRIETÀ E BENEFICI

1) PROTEGGE IL FEGATO

Il cardo è conosciuto per le sue proprietà protettive a livello epatico, grazie ad una miscela di flavonolignani presente nei suoi acheni e chiamata silimarina.

Questa miscela ha ottime proprietà depurative e protettive a livello epatico , e viene quindi impiegata in caso di intossicazioni del fegato causate da alcool , epatite e droghe.

2) ANTIINFIAMMATORIE

Il cardo apporta benefici ai reni , combatte le infiammazioni intestinali , e viene utilizzato anche nel trattamento della psoriasi

3)ANTIOSSIDANTI

Il cardo ha proprietà antiossidanti e la sua assunzione permette di controllare l’attività dei radicali liberi limitando così i danni al nostro organismo. Se assunto sotto forma di tisana il cardo  contrasta l’insorgere del mal di testa da sindrome premestruale

4)PROPRIETÀ GALATTOGENE

Grazie alle sue proprietà galattogene il cardo viene prescritto alle neomamme per favorire la produzione del latte .

5)PROPRIETÀ ANTISTRESS

Per le sue proprietà toniche e decongestionanti , è un ottimo aiuto anche il caso di stress , fatica e depressione

6) CALCOLI ALLA CISTIFELLEA

Assunto sotto forma di tintura madre è un valido aiuto nei casi di calcoli alla cistifellea.

7)UTILIZZATO IN CHEMIOTERAPIA

L’estratto di cardo viene somministrato ai pazienti che si sottopongono a chemioterapia  per limitare i danni a livello del fegato

8) ANTITUMORALE

Alcuni studi preliminari realizzati in laboratorio , dimostrano che la silimarina ha delle proprietà antiossidanti; inoltre è in grado di inibire la crescita di alcuni tipi di tumore , nello specifico quello alla prostata e quello del seno. Tuttavia tali studi devono essere ancora approfonditi

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ALCUNE CURIOSITÀ SUL CARDO

Per la presenza di tannini , sostanze con proprietà astringenti , il cardo apporta notevoli benefici in caso di emorroidi in quanto favorisce la riparazione dei tessuti danneggiati.

Grazie alle sue proprietà ed al suo gusto amaro , esso viene impiegato nella preparazione di diversi liquori.

La tintura madre di cardo è un ottimo rimedio per stimolare l’appetito.

Il decotto di cardo è utile per calmare gli stati febbrili

COME PULIRE I CARDI

Meno scontato di quello che sembra. Innanzitutto, ricordate che i cardi tendono ad annerire le mani, un po’ come fanno i carciofi. Per questo, tenete pronta una ciotola d’acqua con un limone spremuto. I  cardi tendono ad ossidarsi ed il limone rallenta questo processo. Usate dei guanti da cucina, inoltre.

Togliete le foglie e separate le coste del cespo. Tagliate le coste in pezzi lunghi non più di una decina di centimetri. Tagliateli a metà nel senso dell’altezza se risultassero essere troppo larghi.

Togliete i filamenti piu duri utilizzando uno sbucciapatate.Intanto che lavorate tutti i pezzi, lasciateli a mollo nella bacinella per rallentare il processo di ossidazione.

Metteteli a bollire un’ora in acqua salata. Et voila, i vostri cardi sono pronti per essere serviti come meglio preferiti. Gratinati al forno o saltati in padella, sono ottimi preparati in tanti modi.

Se volete conservare il cardo mettetelo  in un sacchetto di plastica bucato in più punti, in frigo. Questo vi consentirà di tenere i cardi per circa una settimana.

L’ORTAGGIO DEL MESE: LA ZUCCA

 


La zucca non è solo la maschera mostruosa di Halloween ma è molto molto di più.

Le zucche furono importate dagli spagnoli nel XVI secolo e diffuse ben presto in tutta Europa. In Italia la coltivazione della zucca è estesa a tutte le regioni con una maggior concentrazione nelle regioni settentrionali.

Nonostante in natura ne esistano diverse tipologie e forme , essa mantiene comunque le stesse proprietà nutrizionali e gli stessi benefici per l’ organismo.

Anche se la zucca ha un sapore molto dolce è comunque un ortaggio a basso contenuto glucidico e lipidico ed  è quindi molto indicata nelle diete ipocaloriche e per persone diabetiche. In compenso la zucca è ricca di fibre, vitamine e sali minerali. 100 grammi di zucca apportano all’organismo solo 26 kcal.;questo è possibile grazie all’elevata percentuale di acqua che la zucca ha :circa il 90%.

La zucca contiene fibre ,minerali ( calcio, fosforo, potassio , zinco , selenio e magnesio) ed anche vitamine , in particolare beta-carotene noto per le sue proprietà antiossidanti.

Vediamo ora quali sono i benefici che si possono trarre da questo ortaggio e le sue proprietà

UN VALIDO AIUTO NELLE PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI

Tutti sappiamo che il beta-carotene  è un importante antiossidante che, contrastando i radicali liberi ,aiuta a prevenire l’invecchiamento cellulare. È ricca di grassi buoni come l’Omega 3 , che riducono il colesterolo ed i trigliceridi nel sangue .  Agisce inoltre sulla pressione sanguina mantenendola bassa.

CONTRO LA STITICHEZZA

Ricca di fibre e con un’elevata percentuale d’acqua , la zucca favorisce il corretto funzionamento del transito intestinale ,poiché modifica la consistenza delle feci e riequilibra la flora dell’intestino. Utile anche in caso di colite ed emorroidi. In più le fibre che la zucca contiene aiutano a mantenere più a lungo il senso di sazietà contribuendo a ridurre l’assorbimento di zuccheri nel sangue.Adatta quindi a chi vuol rimanere in linea ed ai diabetici.

CONTRO ANSIA ED INSONNIA

Il magnesio è tra le altre cose anche un miorilassante naturale. La presenza di magnesio nella zucca aiuta , quindi, il rilassamento muscolare apportando benefici sia a livello dell’umore che per il fisico.Contiene inoltre un aminoacido detto triptofano che,producendo assieme ad altri aminoacidi la serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore, è utile a combattere l’insonnia e la fame nervosa.

CONTRO LA RITENZIONE IDRICA

L’alta percentuale di acqua ed il potassio contenuto nella zucca ,contrastano la ritenzione dei liquidi. Un consumo regolare di questo ortaggio , facilita l’organismo a liberarsi dai liquidi trattenuti ( e quindi anche dalle tossine) e a sgonfiarsi

PROTEGGE LE VIE URINARIE ED ALLONTANA I VERMI INTESTINALI.

La curcubitina, un raro e prezioso aminoacido presente sopratutto nei semi di zucca, ha proprietà vermifughe ed antiparassitarie , e si è rivelata molto utile a combattere i disturbi delle via urinarie, in particolare prostatiti e cistiti

NUTRE E PROTEGGE PELLE ,CAPELLI ED UNGHIE

Le vitamine e gli antiossidanti contenuti nella polpa della zucca ,la rendono un alleata di bellezza.Infatti si possono preparate delle maschere e creme fai da te, emollienti per il corpo, fortificati per capelli ed unghie.

Della zucca non si butta via nulla : si può mangiare la polpa cotta e cruda, i semi e persino la buccia . Diversi sono anche i modi per cucinarla: può essere lessata, stufata, cotta al vapore o cotta in forno.

Una volta aperta dovrete conservarla in frigo e volendo la potete anche congelare.

Non esistono molte controindicazioni verso questo ortaggio tranne che allergie specifiche verso la zucca. Per quanto riguarda i semi invece, avendo un contenuto calorico e lipidico maggiore, e meglio non abusarne

Se volete alcune idee su come cucinare la zucca leggete le ricette che vi hi postato su :ortodellafantasia.com digitando nel motore di ricerca la parola zucca. Otterete così tutte le ricette che ho preparato con la zucca.

SEMINA E COLTIVAZIONE

La zucca è uno di quegli ortaggi che non dovrebbe mai mancare in un orto.Dovete però considerare che richiede un po di spazio. Il terreno ideale per la zucca è quello ricco di potassio ,questo vuol dire che potete arricchire il terreno usando della cenere e del.letame….infatti più il terreno sarà ricco e più dolce sarà il sapore della zucca.

Si possono coltivare due tipi di zucca : quella edibile e quella ornamentale che normalmente viene usata per creare le lanterne per Halloween o quelle piccoline e con forme e colori davvero molto belli ,come decorazioni interne ed esterne.

La zucca è un ortaggio che teme il gelo (soffre già al di sotto dei 10 gradi ) così come le grandi calure ( sopra ai 30  gradi).

La zucca può essere seminata direttamente a dimora nell’orto…..in alternativa si possono far crescere le piantine in vasetto e poi trapianta

Si semina da metà Aprile per poi trapiantare verso la fine del mese clima permettendo. Se la mettete direttamente a dimora mettete un seme  per ogni buco e ben distanziati i semi tra uno e.l’altro (ricordatevi che sono piante di grandi dimensioni e che in crescita si espandono notevolmente.Un consiglio è quello di seminare le zucche sempre ai bordi degli orti).Non ci sono cure particolari per coltivare la zucca se non quella di sarchiare per ossigenare il terreno ( le zucche amano particolarmente avere un terreno ben ossigenato) ed irrigarlo frequentemente sopratutto con elevate temperature.

Il raccolto delle zucche avviene in autunno quando il frutto assume quel caratteristico colore arancio o verde e si conserva in luogo fresco ma asciutto.

Per il resto che dire…care cuoche mettete vi al lavoro dinricette fa realizzare con la zucca ce ne sono davvero tante.

L’ORTAGGIO DEL MESE: IL PORRO

Con l’avvicinarsi dell’autunno iniziano a fare capolino anche le verdure tipiche delle stagioni più fredde…..è il caso del porro che inizia a darci i suoi frutti proprio a settembre per tenerci compagnia fino in primavera.

Innumerevoli sono le ricette che si possono preparare con i porri: vellutate, lasagne , torte salate, contorni…

Il porro è un ortaggio ricco di sali minerali in particolare di ferro , vitamina c , fibre e proteine; è una pianta a carattere biennale che appartiene alla famiglia delle lilliacee.Conosciuto e coltivato in gran parte del continente Europeo , in Asia e nelle Americhe.

Le sue proprietà terapeutiche erano note sin dai tempi antichi tant’è che Egizi e Romani ritenevano che questo ortaggio avesse delle proprietà benefiche per la  gola ed il  sonno.

Il periodo in cui si consuma il porro è abbastanza lungo:troviamo infatti le prime piante gia con il mese di Settembre e le ultime raccolte si hanno in inverno anche fino a marzo.E’ uno dei pochi ortaggi che popola l’orto d’inverno senza temere gelate purchè non molto rigide.

Del porro normalmente si consuma la parte bianca…..ortaggio ricco di acqua ( per circa l’80%) , contiene minerali  come vi ho già scritto sopra,quali ferro, sodio, potassio, magnesio, zinco, rame, manganese, selenio, calcio e fosforo; presenti anche le vitamine del gruppo B.

PORRI :PROPRIETA’ E BENEFICI

NELLE DIETE

Il porro è un ortaggio poco calorico ma con un buon apporto di fibre, quindi indicato per la pulizia dell’intestino e per chi segue un regime contro l’obesità.

ANTIBIOTICO

Il porro è un antibiotico naturale contenendo una sostanza detta allicina che apporta benefici in caso di reumatismi ed artrite.

DIURETICO

Ha proprietà  diuretiche e leggermente lassative. La sua  assunzione viene consigliata in caso di problemi alle vie urinarie, stipsi ed emorroidi.

DISINTOSSICANTE

Il porro  contiene molto potassio (300 mg per 100 gr di porro) e poco sodio. Questo aumenta la secrezione dei liquidi nel corpo e l’eliminazione delle sostanze tossiche attraverso i reni. Per questa loro proprietà  disintossicante, i porri sono consigliati per chi soffre di  malattie renali e per apportare benefici in caso di gonfiori.

CARMINATIVE

Il porro possiede proprietà carminative ossia  riduce la formazione di gas intestinali; possiede inoltre proprietà antisettiche per l’apparato digerente.

DIGESTIVE

Il porro è ricco di oli essenziali che stimolano la secrezione dei succhi gastrici. Per questo motivo i porri sono un alimento adatto a  migliorare la digestione.

BENEFICI PER LA PELLE

Hanno anche la proprietà di mantenere elastica la pelle del corpo, grazie ai benefici  della vitamina E e del carotene.

RIDUce IL COLESTEROLO

Contribuiscono ad abbassare il livello di colesterolo cattivo nel sangue ed aiutano a rafforzare il sistema immunitario. La loro  assunzione è utile in caso di raffreddori ed infezioni.

PRESSIONE SANGUIGNA

Consumare porri regolarmente aiuta ad abbassare la pressione ed apporta benefici

nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

GRAVIDANZA.

Per il buon contenuto di folati sono consigliati in  gravidanza. Questi composti infatti contribuiscono ad evitare malformazioni nei neonati.

RIASSUMENDO possiamo dire che:

Esso viene usato per curare dispepsie, anemie, artrite, gotta, infezioni urinarie, emorroidi, piaghe, e inoltre se ne raccomanda l’uso per stipsi. Abbassa il colesterolo, rafforza il sistema immunitario, aiuta la prevenzione del cancro, ha proprietà decongestionanti e disinfiammanti per questo è una manna dal cielo in caso di raffreddori e, secondo ricerche eseguita alla State University of New York/Albany, i suoi componenti solforati possono persino inibire la risposta infiammatoria allergica tipica dell’asma

IL PORRO IN CUCINA

In cucina del porro si utilizza, normalmente,  la parte bianca finale. Invece di eliminare la parte verde che contiene molta vitamina C, la si può utilizzare per la preparazione di salse, zuppe ed anche sformati.

Il porro può essere usato come sostituto della cipolla in tutti quei piatti che ne prevedono l’uso. Il risultato è un aroma più delicato.

Per questo motivo i porri si possono utilizzare per la preparazione di piatti delicati e raffinati. I suoi utilizzi in cucina sono davvero tanti.

Dalla preparazione di insalate al pinzimonio, al condimento della pasta. Dall’aromatizzazione di carne e pesce, fino all’utilizzo per il soffritto.

COME ACQUSTARLI.

In genere i porri più sottili sono quelli più teneri. L’estremità superiore, con le foglie verdi, non deve avere parti marroni o gialle, né essere legnosa. Le radicette ancora attaccate al lato bulboso sono pure testimoni di freschezza. E in cucina? Per non piangere durante la preparazione, tenete i porri in frigo per circa mezzora e usare un coltello ben affilato o un elettrodomestico con disco che affetta per ridurre il tempo di esposizione e quindi, il rischio di lacrimazione. In alternativa, tenete la lama del coltello sotto l’acqua corrente durante il taglio.
I porri sono ottimi tagliati a rondelle o a pezzetti e cotti in padella coperta o in pentola a pressione con pochissima acqua. Brasati o stufati, sono la base per numerosi usi gastronomici: zuppe, frittate, ripieno di timballi, sparsi crudi sulle insalate, leggermente spennellati d’olio e posti sul grill, da soli, serviti con salse calde o fredde o funghi, pomodori e olive. Per insaporirli: alloro, curry, semi di finocchio, noce moscata, prezzemolo, timo. Una curiosità: con un cataplasma di porro, potete ammorbidire persino i calli e i duroni. Fate macerare una foglia in aceto per una giornata, applicandola la sera sulla pelle interessata e fissatela con un bendaggio. Al mattino seguente, la callosità si squamerà con alcuni passaggi di spazzola o di guanto di crine.

COLTIVAZIONE

La semina si  può effettuare a gennaio in semenzaio ben protetto per la raccolta in piena estate; a marzo ancora in semenzaio, o direttamente all’aperto se abitiamo in zone a clima mite, per la raccolto autunno-invernale; a maggio-giugno per la raccolta da dicembre fino alla primavera dell’anno successivo. Se seminate all’aperto ponete i semi in piccoli solchi profondi circa 1-1,5 cm.  La temperatura minima per la germogliazione è di circa 12°, ma la temperatura ideale è di circa 25°. A seconda del terreno e della temperatura il porro impiegherà dai 4 ai 20 giorni per germogliare.

Trapianto – Il trapianto andrà effettuato dopo circa 10 settimane dalla semina, quando le piante avranno un diametro di circa 8mm e circa 15 cm di altezza. La messa a dimora delle giovani piante  va effettuata in solchi profondi 12-15 cm meglio se riempiti di composto maturo setacciato. Lasciamo circa 15 cm tra una pianta e l’altra e 30 cm tra le file. Se il terreno fosse troppo asciutto, meglio bagnarlo leggermente.

Una volta eseguita la messa a dimora delle piantine, potremo annaffiare facendo ricadere la terra nei solchi. Inizialmente i piccoli porri potranno sembrarci poco stabili, ma in poco tempo diventeranno solidi e robusti.

Come sempre è meglio effettuare il trapianto in una giornata nuvolosa o verso il tramonto, e innaffiare bene per i primi giorni.

– Il porro sta bene insieme a cipolle, sedano, pomodoro, cavoli, lattughe e indivia. E’ invece sconsigliato metterlo vicino a fagioli, piselli e rape. Ma la combinazione migliore è quella con le carote.

Annaffiature – Il porro non necessita di annaffiature eccessive, tuttavia in caso di siccità dovremo irrigare regolarmente per favorire lo sviluppo della pianta.

 Dopo circa un mese, se avremo lasciato il solco dei nostri porri leggermente affossato, come è giusto che sia, potremo provvedere a coprirlo del tutto livellando bene il terreno. Un altro rincalzo lo si può effettuare un mese prima della raccolta per favorire un ulteriore imbianchimento del gambo, ma lo faremo soltanto se la terra sarà ben asciutta.

Concimazione – Come abbiamo detto al porro piace un terreno ricco, tuttavia non bisogna esagerare, soprattutto in inverno, perché un’eccessiva concimazione potrebbe ridurne la resistenza al gelo.

Raccolta – Il porro a differenza di molti altri ortaggi anche se raccolto in anticipo è buono ugualmente, quindi lo si potrà cogliere da quando il suo diametro sarà come quello di un dito in poi. Diciamo che il massimo ingrossamento dei fusti si raggiungerà dopo 5-6 mesi dalla semina o dopo 3- 4 mesi dal trapianto, ma il porro può stare sul campo molto, molto a lungo. In pratica se sceglieremo una varietà tardiva (come il Gigante d’inverno e il grosso di Carentan)  e la semineremo a fine marzo, potremo iniziare a raccogliere da metà ottobre e continuare durante tutto l’inverno. Oppure se avremo seminato a gennaio una varietà precoce, si potrà iniziare a raccogliere a maggio e se poi effettueremo una nuova semina in autunno, porteremo i porri a tavola fino al maggio successivo. Insomma i patiti del porro, con un po’ di organizzazione, potranno avere porri tutto l’anno!

Un’ultima cosa: non gettate via la parte verde del porro ma utilizzatela nelle verdure del minestrone.

 

 

 

 

L’ORTAGGIO DEL MESE : IL FAGIOLINO

 

Seppure si può definire quasi un parente stretto dei fagioli, il fagiolino ( o tegoline) si differenzia da questi ultimi per le sue diverse proprietà e per i diversi utilizzi in cucina.

CARATTERISTICHE  NUTRIZIONALI

Dal punto di vista nutrizionale, i fagiolini si differenziano significativamente dai fagioli: essendo raccolti e consumati prima della piena maturazione dei semi; infatti sono meno calorici ed il loro apporto di  proteine e carboidrati è minore.

Sono ricchi però di fibre, sali minerali e vitamina A quindi molto indicati nelle diete ipocaloriche.

L’assunzione regolare dei fagiolini apporta all’organismo numerosi benefici grazie alla presenza bilanciata di macro e micronutrienti in questo alimento fresco e saporito.

Vediamo insieme quali sono:

TRANSITO INTESTINALE: la notevole quantità di fibra presente nei fagiolini è un ottimo aiuto per stimolare il transito intestinale e ripulire l’intestino dalle sostanze tossiche che si possono accumulare.

In questo modo si possono anche prevenire disturbi infiammatori ( come la colite) ed alcuni tipi di tumori intestinali.

GASTRITE: i fagiolini essendo un alimento molto digeribile e che ben si inserisce in un’alimentazione basica , quindi non acida, sono l’ideale per migliorare l’equilibrio acido-basico dei liquidi intestinali.Per questo motivo vengono spesso consigliati a chi soffre di gastrite o reflusso gastro-esofageo

DIABETE :come tutti i legumi , sono tra gli alimenti a più basso indice glicemico.Per questo motivo e per la presenza di vitamina K, sono consigliati nelle diete delle persone diabetiche.

OSTEOPOROSI: alla vitamina K viene ormai riconosciuto l’importante merito di contribuire significativamente al mantenimento dell’apparato osseo in buono stato ed alla prevenzione dell’osteoporosi.Essendo un’ottima fonte di vitamina K, i fagiolini non possono mancare in particolare nella dieta delle persone anziane, donne in gravidanza ed in menopausa.

SISTEMA IMMUNITARIO: la vitamina C presente nei fagiolini aiuta a  rinforzare il sistema immunitario e a combattere l’attacco di agenti infettivi.

TESSUTO CONNETTIVO: la vitamina C , in azione combinata con la vitamina K, svolge un ruolo molto importante nella formazione del collagene e nel mantenimento di tutte le strutture  dell’organismo.

REGOLAZIONE DEI LIQUIDI :il potassio svolge un’azione fondamentale nella regolazione dei liquidi all’interno dell’organismo ed aiuta a combattere allo stesso tempo gli effetti negativi del sodio, presente sempre in grandi quantità nella nostra alimentazione quotidiana.

RADICALI LIBERI: la presenza di vitamine A e C , dalle conclamate proprietà antiossidanti, , protegge le cellule dallo stress ossidativo, principale causa di invecchiamento e morte cellulare.

GRAVIDANZA: un deficit di acido folico durante la gravidanza può portare difetti nella formazione del tubo neurale creando dunque gravi problemi allo sviluppo del feto;per questo motivo è importante assumere cibi ricchi di acido folico come i fagiolini.

DIMAGRIMENTO: come molte verdure, anche i fagiolini sono l’ideale per chi vuole dimagrire o ha comunque la tendenza ad ingrassare, trattandosi non solo di un alimento ricco di fibre ma anche caratterizzato da un bassissimo apporto calorico.

SVEZZAMENTO: nella fase dello svezzamento dei neonati è molto importante inserire le verdure in maniera che non manche alcun nutriente nell’alimentazione del bambino.

I fagiolini si prestano facilmente a questo scopo sia per la ricchezza dei  valori nutrizionali  sia per la facilità della preparazione

ACQUISTARE I FAGIOLINI: se non possedete un orto per coltivarli potete acquistare i fagiolini freschi, in scatola o surgelati.

La cosa migliore sarebbe sempre quella di acquistarli fresche magari a km 0 presso qualche contadino di fiducia…….In alternativa al supermercato.Sapere riconoscere i fagiolini freschi è semplice:il colore deve essere intenso e senza la presenza di macchie sul bacello che deve presentarsi compatto e croccante

 

IN ORTO


Come per il fagiolo, il bisogno di un clima temperato-caldo si traduce in una semina che può iniziare a marzo al Sud e in genere ad aprile al Nord. La raccolta avviene poi a scalare dopo circa due mesi, appena sono raggiunte le dimensioni tipiche della varietà scelta.

Terreno e concimazione – Il fagiolo è una leguminosa che  si adatta a tutti i terreni, ma se può scegliere preferisce le vie di mezzo: né troppo  sabbiosi né troppo argillosi.

Il fagiolo trae vantaggio dalla fertilità residua derivante dalla concimazioni effettuate per le colture precedenti, per questo quando segue un’altra leguminosa o un altro ortaggio che è stato ben letamato non necessita di concimazioni aggiuntive. Sembra invece di grande giovamento, una volta effettuata la semina, distribuire sul terreno della cenere di legna, ricca di fosforo e potassio.

Dote rara, il fagiolino è apprezzato nell’orto come una pianta “miglioratrice”: accade infatti che la sua coltura non impoverisca i nutrienti del terreno bensì prepari bene il suolo per culture successive.

La semina si può effettuare sia in semenzaio in coltura protetta o in pieno campo, ovvero direttamente nell’orto. Nel primo caso a febbraio, marzo si metteranno i fagioli in vasetti profondi o anche in lunghi cilindri di cartone biodegradabili, riempiti con del terriccio universale da semina, ad una profondità che può variare da un minimo di 3,5 cm ad un massimo di 5 cm. Il fagiolo impiega dai 4 ai 15 giorni a nascere. Quando la piantina avrà raggiunto gli 8 cm sarà pronta per essere trapiantata nell’orto, normalmente in tarda primavera o ad inizio estate.

Se invece opteremo per la semina in pieno campo dovremo aspettare che le temperatura del terreno si aggiri intorno ai 15°, a quel punto metteremo i fagioli nel terreno alla profondità sopra citata e rispettando queste distanze: semineremo le varietà nane in postarelle (3-4 semi per buca diradando in un secondo tempo) distanti 15-22 cm  l’una dall’altra, oppure in file distanti 50-60 cm e lasciando 5 cm tra un seme e l’altro ( questo è il metodo che io preferisco) semineremo invece le varietà rampicanti in doppie file distanti tra loro 80 cm e 50 cm sulla fila, naturalmente dopo avere prima sistemato i sostegni.

Avvicendamenti e consociazioni –  Le leguminose hanno la capacità di fissare l’azoto nel terreno per questo sono adatti ad ‘aprire la strada’ ad ortaggi esigenti come la solanacee (pomodori, patate, peperoni, melanzane, ecc.). E’ invece meglio evitare la semina dei fagioli dopo piselli, cetrioli e zucche perché potrebbe essere favorita la trasmissione di marciumi o batteri.

Con chi si associa il fagiolo? Con rapa, ravanello, rabarbaro, pomodoro, insalate, cavoli e biete, mentre è bene evitare la vicinanza di agli, cipolle, finocchi e piselli.

Annaffiature – Annaffiamo con più assiduità quando compariranno i primi fiori ed assicuriamoci che il terreno non asciughi mai troppo, evitando di bagnare le foglie per tenere lontane le malattie fungine.

Raccolta – I primi fagiolini saranno pronti dopo 50-70 giorni dalla semina, mentre per i fagioli da sgranare dovremo attendere 80-120 giorni.

Un’ultima curiosità :potete scegliere se coltivare fagiolini bianchi ( come i miei da cui la foto sopra) , verdi

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od anche viola

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che una volta cotti diventano verdi ma sono un po più “carnosi” degli altri.

L’ORTAGGIO DEL MESE : IL CETRIOLO

cetrioli

Sapete da dove ha origine il cetriolo?Non ci crederete mai ….dall’Himalaya! Le prime coltivazioni di questo ortaggio, risalgono a 5000 anni fa ed erano situate ai piedi dell’Himalaya. La pianta, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee, fu probabilmente introdotta nel bacino mediterraneo dagli Egiziani.

ASPETTI NUTRIZIONALI

Il cetriolo non è solo un semplice ortaggio ma si è rivelato un ottimo alleato per la salute generale dell’organismo. Esso infatti contiene una importantissima sostanza predominante: l’Acido tartarico. L’acido tartarico è importante perché impedisce ai carboidrati dei prodotti alimentari, immessi nel nostro organismo, di trasformarsi in grassi, ecco perché i dietologi consigliano il consumo del cetriolo nelle diete e a tutti coloro che vogliono mantenere il peso sotto controllo.  Inoltre ha pochissime calorie, è un buon diuretico e un valido disintossicante.

Il cetriolo è molto consigliato nelle diete dimagranti per il suo riconosciuto basso contenuto calorico (composto gran parte di acqua). Pur non particolarmente ricco di nutrienti, si presenta tuttavia come un buon serbatoio di potassio e delle vitamine A, C e K.

Le proprietà
I cetrioli sono ricchi di acqua, per questo motivo vengono ritenuti particolarmente rinfrescanti e depurativi. Questa caratteristica è molto importante per l’attività dei nostri reni. Inoltre hanno pochissime calorie e quindi vengono molto usati nelle diete dimagranti. Contengono provitamina A, le vitamine del complesso B, la vitamina C e sono ricchi di potassio, ferro, calcio, iodio e manganese. Aiutano  i reni ad eliminare i liquidi e le tossine, migliorano l’attività del fegato e del pancreas. La polpa del cetriolo viene utilizzata come diuretico e disintossicante e l’acqua e i sali minerali in esso contenuti, sono molto utili per controbilanciare i cibi acidi. Gli antichi lo utilizzavano inoltre per debellare i vermi intestinali e per abbassare la febbre. Anche per malattie come la gotta, patologia dovuta ad  un accumulo eccessivo di acido urico nel sangue e nei tessuti  (che fa rigonfiare gli arti), i cetrioli vengono ben utilizzati. Gli enzimi contenuti nel cetriolo aiutano l’organismo ad assimilare le proteine, purificano e disintossicano l’intestino. Gli stessi principi attivi aiutano a prevenire anche la formazione di calcoli ai reni e alla vescica. Mangiando regolarmente cetrioli si combatte la costipazione. Inoltre sono anche molto utili per compiere una sorta di pulizia intestinale e per lubrificare le articolazioni. Sono anche a tutti note le proprietà diuretiche, vermifughe, emollienti, antiinfiammatorie e antipruriginose.

Le proprietà del cetriolo per la bellezza
Il cetriolo è ricco di zolfo, quindi è molto indicato per curare la pelle: infatti è in grado di schiarire le macchie dell’età, grazie alle sue proprietà decongestionanti. È anche consigliato dagli esperti dermatologi per lenire le scottature solari e se usato con continuità rappresenta una buona soluzione per “migliorare” le rughe. Tutti conoscono anche il vecchio rimedio delle nonne per combattere il gonfiore: i cetrioli sugli occhi che hanno la proprietà di ravvivare lo sguardo, ringiovanire l’aspetto della pelle intorno agli occhi stanchi e ridurre borse e occhiaie. In cosmesi, viene utilizzata la polpa per ottenere maschere per il viso rinfrescanti e idratanti, i semi invece per maschere tonificanti e rassodanti, il succo per impacchi lenitivi su pelli irritabili.. Infine per ridurre le rughe e rendere la pelle più morbida e luminosa, si può preparare un’ottima maschera facciale utilizzando un cetriolo tritato con olio d’oliva e qualche goccia di succo di limone. Questo trattamento ha azione detergente, riduce e pulisce i pori dilatati o occlusi ed è adatta anche alle pelli più sensibili che non tollerano né sapone né acque dure. L’efficacia di questo trattamento è sicuramente superiore a qualsiasi crema, sicuramente più costosa.

CETRIOLO :COME UTILIZZARLO E CONSUMARLO

Quando acquistate i cetrioli, verificate che non siano ammaccati o avvizziti e sceglieteli non troppo grandi, se non amate i semini in essi contenuti. Conservateli frigo per pochi giorni. Il modo migliore per consumare i cetrioli è a crudo, senza buccia oppure con la buccia se si tratta della varietà lunga dotata di buccia particolarmente fine e digeribile. In genere si mangiano in insalata con olio, sale, pepe ed aceto. In alcune nazioni il cetriolo si consuma anche cotto. Esistono poi i cetrioli sott’aceto, che sono quelli piccoli. Possono essere anche trasformati in salse oppure si può ottenere il succo con un estrattore. A tal proposito, ottimi abbinamenti si ottengono tra cetriolo, mele, cavolo e limone. Ma le tante proprietà del cetriolo si espletano anche attraverso rimedi domestici e diventa protagonista di maschere e impacchi. Ad esempio per curare gli occhi gonfi si consiglia di tenere sugli occhi chiusi una fetta di cetriolo per circa mezz’ora, così da avere sollievo immediato. Vediamo qualche “rimedio della nonna” per usare il ceriolo: Contro acne e punti neri: mettere fette di cetriolo sul viso in modo che possa espletare tutto il suo effetto sebo regolatore e purificare la pelle. Per le macchie della pelle: questa ricetta prevede di creare un detergente tenendo in ammollo un cetriolo a pezzi in un litro di latte. Frizionarlo sul viso con un batuffolo di cotone, aiuterebbe ad attenuare lentiggini e macchie da invecchiamento. Per le scottature: frullare il cetriolo fino ad ottenere una crema liscia quindi applicarla sulla scottatura e lasciar agire 15 minuti. Questo rimedio è adatto sia per le scottature solari che per le bruciature leggere. Per i capelli: il cetriolo ha proprietà capaci di stimolare il bulbo pilifero e quindi la crescita dei capelli. Preparare un impacco con cetriolo frullato, carote, spinaci e lattuga in pari quantità. Spalmare sulla testa e lasciare agire qualche minuto prima dello shampoo.

CONTROINDICAZIONI DEL CETRIOLO

Nonostante si tratti di un ortaggio ricco di benefici, il cetriolo ha qualche piccolo effetto collaterale. In particolare risulta poco digeribile per cui il suo consumo è sconsigliato a chi soffre di cattiva digestione. È inoltre ricco di fibre insolubili quindi chi soffre di colon irritabile è meglio che lo eviti. Vietato naturalmente a chi è allergico.

COLTIVARE I CETRIOLI

Anzitutto occorre decidere quale varietà desideriamo coltivare, se da insalata o sottaceti. In ambedue i casi il risultato, se la coltivazione viene curata a dovere, sarà eccellente.

C’è da dire, infatti, che le varietà di cetriolo sono numerose e differenti; tra le più note possiamo citare Slice Master, Cubit e Poinsett come tipi da insalata, mentre, per quel che riguarda le tipologie utilizzate per i sottaceti, le più comuni sono Chornicon de Paris e piccolo bianco. Ognuna di queste varietà presenta delle prerogative specifiche, anche se, generalmente, la loro coltivazione richiede lo stesso tipo di intervento per dare buoni frutti.

Il cetriolo è un ortaggio che necessita di temperature piuttosto elevate, almeno al di sopra dei 10°C, per via delle sue origini sub-tropicali. La temperatura ideale si aggira comunque intorno ai 24-27°C. Per queste ragioni è facile immaginare che il cetriolo richiede anche abbondanti irrigazioni senza le quali potrà dare frutti estremamente amari e di proporzioni più piccole.

È molto importante mantenere la giusta costanza d’irrigazione durante tutto il ciclo colturale. Annaffiature frequenti e nella corretta quantità assicureranno al terreno un grado di umidità ottimale. Tenete conto che ogni piantina richiede all’incirca 2,5-3 l d’acqua al giorno.

Un’altra pratica necessaria nella coltivazione dei cetrioli è rappresentata dalla pacciamatura. La pacciamatura è assai indicata nel cetriolo poiché separa i frutti dal contatto diretto col suolo e aiuta a ostacolare la proliferazione delle piante infestanti. Non da meno, trattiene efficacemente l’umidità del terreno nei periodi di calura evitando dannose dispersioni.

Molto importanti nella coltivazione di questo ortaggio sono i tutori. Se ne possono usare di diversi tipi, dai rami secchi alle reti di plastica o paletti; l’importante è che siano alti circa 1-1,5 m. La funzione dei tutori è quella di assicurare uno sviluppo più regolare del cetriolo e difendere le piante dalle infestanti. Inoltre rendono più agevoli gli interventi di sarchiatura e raccolta.

 

BUON LAVORO A TUTTI

AROMATICHE E…..NON SOLO

Che soddisfazione quando dopo tanto lavoro le piante ci danno il loro frutto e noi le possiamo ammirare in tutta il loro splendore….vi voglio far vedere alcune piante aromatiche e qualche scatto dal mio orticello…..

Questa piantina di salvia l’ho trovata gettata via e guardate …si è ripresa ed ha fatto anche i fiori  …piano piano sta crescendo bene

timo in fiore

la mia super salvia……stupenda e che profumo!!

menta a foglia larga

menta a foglia lunga

origano

ora siamo nell’orto ed i fagioli promettono davvero bene

i ravanelli fanno capolino e sono pronti per essere raccolti

insalatina

bieta da costa

su questa bieta le lumache hanno fatto visita…succede anche questo….

zucchina piccina piccina

anche le cipolle non sono niente male

patate in fiore …manca poco alla raccolta

lamponi…che buoni

ribes rosso e bianco…i bambini quando vanno nell’orto sono come due uccellini !!ribes a volontà!!

ribes bianco…con questo faremo i waffel per la merenda

ecco infine i miei stupendi piselli….ringrazio madre natura per questo  stupendo dono….

Grazie a tutti ed alla prossima!!

 

L’ORTAGGIO DEL MESE:I PISELLI

La pianta del pisello ha origine in Medio Oriente ma si è presto diffusa anche in Europa divenendo uno dei legumi maggiormente diffusi.

Legumi ricchi di proteine( come tutti i legumi), i piselli contengono anche una buona quantità di carboidrati (molto alta se i piselli sono secchi), fibre (per il 4-6%), vitamine (B, C, E) e sali minerali, il tutto bilanciato con un equilibrato contenuto calorico (80 kcal per 100g).

Il minore contenuto di amidi regala inoltre ai piselli una  maggiore digeribilità rispetto ad altri cugini legumi.

Dei piselli si conoscono le qualità rampicante o nana. Di colore giallo o verde, di consistenza liscia o rugosa, sono tante le varietà coltivate in Italia (più che in altri paesi), anche se spesso se ne ritrovano solo poche “selezionate” al supermercato o ai banchi del mercato.I piselli sono una leguminosa ideale da coltivare nel clima italiano.

I piselli nani sono più precoci; possiamo anche pensare di seminare le diverse varietà in modo da avere una produzione di verdura più lunga.

Tra tutte le verdure leguminose i piselli sono la più semplice come coltivazione, per via delle poche malattie che subisce.

I MIEI PISELLI GIA’ MATURI

CLIMA E TERRENO

La pianta si semina con temperature miti, generalmente in primavera (al Sud sono possibili e a volte preferibili le semine autunnali). La raccolta può avvenire così in modo scalare dopo circa 2 mesi dalla semina (o un po’ prima se  si vuole consumare i piselli freschi). I piselli sono una pianta adatta alle nostre latitudini, si tratta di una coltivazione ideale da seminare anche in Italia settentrionale, una volta che la pianta è spuntata può resistere anche a gelate sotto i 10 gradi. Questo ortaggio non ama invece l’umidità, per cui va preparato bene il terreno con una lavorazione che lo renda drenante in modo corretto e durante tutta la coltivazione bisogna stare attenti che la terra non faccia una crosta, intervenendo quando necessario con la zappa.

Un terreno misto e ben drenato è condizione necessaria, per evitare i ristagni d’acqua che comprometterebbero la crescita della pianta. Il pisello è in grado di crescere anche in terreni non particolarmente fertili.

CONCIMAZIONE

 I piselli sono poco esigenti in termini di terreno e di concimazione, basta preparare il terreno arricchendolo con un pochino di letame.

Il seme del pisello ha bisogno di pochi gradi per nascere, sono sufficienti 7-8 gradi e una volta nato resiste ottimamente al freddo (anche dieci gradi sotto zero). Si può seminare a ottobre/novembre oppure tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Seminare i piselli in primavera riduce il rischio che i topi attacchino i semi. Altro pregio della coltivazione in primavera è che vi sono meno malattie attive per ragioni climatiche. Non conviene seminare il pisello in vasetti, meglio metterlo a dimora direttamente in pieno campo. Se credete nel calendario lunare i piselli vanno seminati in luna crescente.

Le piante di piselli vanno rincalzate e sono necessarie ordinarie operazioni di sarchiatura e controllo delle infestanti.

I piselli nani arrivano a 40 cm di altezza, mentre le piante delle varietà rampicanti possono superare i 2 metri di altezza.

. Come tutte le leguminose il pisello va irrigato nel periodo di fioritura, con moderazione e senza creare ristagni idrici innaffiando. Le piante non vanno bagnate nelle ore più calde della giornata.

. Quando il baccello è turgido deve essere raccolto, prima che diventi rugoso, altrimenti il seme diventa duro. Il calore determina la velocità di maturazione, e temperature elevate possono farlo maturare prima che l’ortaggio ingrossi, per questo meglio coltivarlo in primavera. In genere una pianta di piselli dalla semina alla raccolta impiega 90-100 giorni. La maggior parte dei piselli si sgrana consumando il seme, vi sono varietà di piselli mangiatutto come le taccole in cui si cucina l’intero bacello. I piselli, una volta raccolti,  si conservano  in congelatore oppure facendolo seccare.

Le varietà di piselli possiamo dividerle in diverse famiglie, al fine della coltivazione possiamo individuare i piselli rampicanti (che necessitano di rete) e i piselli nani (che crescono senza supporto). In generale i piselli nani sono piante un po’ meno produttive, per cui se vogliamo ottimizzare la resa meglio seminare piselli rampicanti. Ci sono poi i piselli mezzarama, ossia semi rampicanti, che superano il metro e mezzo ma non hanno bisogno di sostegni (anche se può capitare di dover mettere qualche bastone a supporto).

Possiamo poi classificare i coltivar in piselli da sgranare, in cui si consuma solo il seme, e varietà mangiatutto (i piattoni o taccole), che come per i fagiolini si mangiano compresi del bacello.

Per quanto riguarda i piselli da sgranare invece si dividono in piselli a seme lisciopiselli col seme rugoso. In genere i piselli a seme liscio resistono meglio al gelo e quindi si adattano ad essere seminati in tardo autunno, mentre i piselli rugosi sono meno rustici, per cui molto meglio seminarli dopo l’inverno. Generalmente le varietà a buccia rugosa sono più tenere e zuccherine.

Altra distinzione si può fare tra sementi più o meno precoci, piselli a crescita veloce sono indicati per lasciar poi libera la parcella dell’orto a un’altra coltivazione.

Proprietà e benefici dei piselli

Meno ricchi di amido rispetto ad altri legumi, i piselli risultano più digeribili e possono essere consumati anche da chgi, soffrendo di colite o meteorismo, fa fatica a mangiare fagioli e ceci.

Hanno pochi grassi e poche calorie, sono quindi adatti alle diete ipocaloriche e ipolipidiche. I piselli freschi contengono ferro,fosforo, calcio, potassio, vitamina A, vitamina B1, vitamina C, vitamina PP.

I piselli secchi contengono principalmente ferro, magnesio e zinco e sono più calorici rispetto a quelli freschi; grazie alle loro caratteristiche sono utili in caso di stitichezza

I piselli contengono fitoestrogeni, sostanze simili agli estrogeni femminili; per questo motivo possono essere validi alleati contro i sintomi della menopausa

I piselli sono usati in cucina, ma anche in cosmesi, dove vengono impiegati nella preparazione di maschere per la pelle rassodanti e tonificanti.

Bene spero di avervi fatto cosa gradita ed appuntamento al prossimo mese